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Luglio 2019

Suite Design Studio / 2019 / Luglio
local news suite design studio

Da virale a tribale: il nuovo modo di fare news

Uno studio di Comscore descrive com’è cambiato il mercato editoriale in questi ultimi anni. “From viral to tribal. The next frontier in publishing”questo il nome della ricerca, ha indagato le abitudini degli utenti inglesi e americani di ogni età per ipotizzare un nuovo scenario nella fruizione e nel consumo di news.

 

Taker, not giver

I social media non hanno perso il loro ruolo di fonte di informazione, soprattutto tra i giovanissimi che li preferiscono addirittura ai siti di news, ma cala in maniera considerevole il numero di condivisioni tornando a preferire lo scambio di opinioni dal vivo.
Taker, not giver quindi, ovvero utenti abituati a “prendere” informazioni dalla rete ma non a darle ad altri.
Le ragioni di quest’abitudine sono diverse, ma principalmente sono da ricercare in una maggiore dimestichezza dei giovanissimi con i social, e maggiore attenzione alla ricerca, cosa che limita anche la condivisione di fake news.
Se i giovani non condividono le notizie sui social, una nuova opportunità che si va a creare è quella degli eventi dal vivo che faccia incontrare le persone con i brand e che prediliga le relazioni umane.
Da notare che, sebbene gli utenti più giovani siano più attenti, il tempo medio dedicato alle news cala notevolmente.
Questo perché la nuova tendenza è quella di legarsi maggiormente ad un solo brand editoriale e di utilizzare di più app, newsletter e canali diversi rispetto al classico sito di informazione.

 

Da news globali a news locali

Un altro dato interessante è quello riguardo la fruizione di news locali rispetto a quelle nazionali o internazionali.
Il giornalismo locale (o addirittura iperlocale) viene sempre più preferito rispetto al giornalismo globale.
Non sorprende che i giornali locali siano gli unici a registrare una crescita apprezzabile e che Facebook e Google diano più peso alle local news.
Un investimento intelligente per queste testate giornalistiche potrebbe essere una maggiore ottimizzazione per il mobile favorendo strategie SEO geolocalizzate.

 

Nuovi modelli di business

La nota più complessa dello studio “From viral to tribal” riguarda la sostenibilità economica: gli utenti non sono disposti a pagare per la semplice fruizione di informazioni.
In questo scenario sono stati molteplici gli esperimenti di monetizzazione, comprese sottoscrizioni, account free e premium e molti altri. In un momento storico in cui tutti fanno informazione, dalle varie piattaforme ai blog passando per i semplici utenti, i lettori sono davvero disposti a pagare in cambio di un contenuto unico, che non si possa trovare altrove e che sia di valore.

 

In conclusione

Ispirandosi alla situazione della nuova editoria si possono delineare nuove strategie di marketing online. Per molte attività potrebbe essere vincente unire ad un piano di content marketing di valore e una SEO più local-oriented, anche una serie di eventi locali, continuando così a curare offline quella “tribù” conquistata online.

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come fare content marketing

Come fare content marketing: consigli e strategia

Quando parliamo di  Content Marketing ci riferiamo ad una particolare tecnica di marketing che si basa sulla creazione e condivisione di contenuti (content) interessanti e utili per gli utenti di riferimento.
Non si tratta soltanto di scrivere articoli di blog, ma anche di condividere post sui social media, caricare video e foto e qualsiasi altro tipo di contenuto immaginabile.
Gli obiettivi del content marketing sono molteplici ma viene soprattutto usato per mantenere viva l’attenzione degli utenti fidelizzandoli, è utile per farsi trovare nel momento in cui un potenziale cliente compie una ricerca o manifesta un bisogno e, in un’ottica più ampia, va a inserirsi in un piano di inbound marketing (tecnica che ha come obiettivo il catalizzare l’attenzione in modo organico e senza interrompere la fruizione come fa l’interruption marketing, tipico di TV e radio).

 

Content marketing strategico

Per sviluppare una strategia di content marketing davvero efficace bisogna per prima cosa fare una ricerca delle keyword (parole chiave) di settore, studiare quantità e qualità dei contenuti dei competitor e quali canali utilizza (blog, social, altro) e infine scrivere un piano editoriale dettagliato.

 

1. Definire degli obiettivi S.M.A.R.T.

Quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere?
Il piano di marketing è finalizzato ad aumentare un flusso di vendita, è orientato al customer care o ad aumentare la presenza sui social?

Un obiettivo di marketing può ritenersi corretto quando è:

S = Specific (specifico), tangibile e che esprime chiaramente cosa si vuole raggiungere e perché;
M = Measurable (misurabile) con dati numerici precisi;
A = Achievable (raggiungibile), ovvero realistico e commisurato alla realtà dell’attività e alle sue capacità;
R = Relevant (rilevante), ovvero che ne vale davvero la pena a livello costi/benefici;
T = Time based (temporizzato), quindi gestibile a per tempistiche.

 

2. Studiare attentamente il target di riferimento

In qualsiasi attività di marketing è fondamentale cercare di capire a chi ci stiamo rivolgendo. In questo senso è utile creare una buyer personas, ovvero un persona fittizia che rappresenti il cliente tipo, a partire dai dati che abbiamo raccolto con precedenti indagini di mercato o altre attività di marketing.
Quando questo risulta impossibile, perché magari è un’attività del tutto nuova, è comunque importante delineare una buyer personas anche se più teorica, e andare a definirla nel tempo in base ai dati raccolti mese dopo mese.

 

3. Comprendere il contesto

L’analisi dei punti di forza e di quelli critici della propria azienda, così come di quelli dei competitor, è una delle attività più importanti e, a volte, sottovalutata.
Per valutare attentamente il contesto si può utilizzare la cosiddetta matrice SWOT (Strenght, Weakness, Opportunities, Threats) che divide i dati raccolti durante l’analisi in fattori interni e fattori esterni all’azienda.
Fattori interni: i nostri punti di forza, Strenght, e le nostre debolezze, Weakness;
Fattori esterni: le opportunità del mercato attuale, Opportunities, e i pericoli dai quali guardarci, Threats.
Uno studio di questo tipo è fondamentale per capire quali sono le eccellenze da mostrare e quali le carenze da risolvere o da trattare con attenzione.

A questo punto si può scrivere il calendario editoriale e passare alla creazione dei contenuti veri e propri.
Con i dati raccolti nei 3 punti principali sarà chiaro quale linguaggio utilizzare, che tipo di video o immagini pubblicare, se preferire il blog, i social o altri canali digitali e, in generale, sapremo parlare con la voce dei nostri utenti.

 

In conclusione

Sul web si legge spesso “content is king”, che il contenuto è sovrano, perché oggi i contenuti sono il “motore” principale della rete.
Basti pensare al fatto che i siti e le app di maggiore successo sono quelli che consentono la condivisione di contenuti testuali, fotografici e video.
In un sistema in cui chiunque può dire la sua, far trovare agli utenti dei contenuti di valore li informa e crea con loro un rapporto di fiducia.
Un contenuto efficace fornisce molte idee agli utenti su come utilizzare prodotti e servizi, fino a trasformarli da visitatori ad effettivi clienti.

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