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Gennaio 2020

Suite Design Studio / 2020 / Gennaio
blog e social

Blog e Social Network: come sfruttarli al meglio

Un modo semplice e abbastanza immediato per dare visibilità al proprio blog è la condivisione sui social. Aggiungendo per esempio il link di un articolo a un post di Facebook, verrà creata un’immagine di anteprima e un trafiletto con il titolo. Oltre a portare traffico sul proprio sito, è anche un modo valido per arricchire il calendario editoriale di contenuto utile per gli utenti, che va a “spezzare” una pubblicazione altrimenti solo di natura promozionale (e questo sarebbe un errore).
La condivisione degli articoli è una buona abitudine e una pratica piuttosto semplice, ma ci sono alcuni accorgimenti per migliorare l’esperienza dei follower e portare più utenti sul sito.
Abbiamo stilato 3 consigli da seguire per migliorare il tuo calendario editoriale.

 

Cura l’immagine di anteprima e la didascalia

Se non sei pratico di codice e il tuo è un blog WordPress puoi disporre di diversi strumenti per fare ciò. Uno dei più usati è Yoast SEO, un plug-in che ti consentirà di lavorare sui meta tag in modo semplice compilando un form preimpostato.  Una volta scritto il tuo articolo, troverai in basso la tab di Yoast nella quale dovrai inserire, nell’ordine:
Tag title: ovvero il titolo con cui verrà mostrato il contenuto nei motori di ricerca. Cerca di inserire delle keyword importanti;
Meta description: le due righe di testo mostrate nella serp sotto al titolo. Anche qui è importante inserire delle parole chiave.
Immagine: l’immagine in evidenza è quella che verrà mostrata linkando la pagina sui tuoi canali social. È importante che sia delle dimensioni giuste per non essere ritagliata dal ridimensionamento automatico di Facebook. Noi consigliamo di usare immagini con dimensioni di 1200 x 630 px. Inserisci il tag “alt text” per associare keyword anche all’immagine. Questo migliorerà ulteriormente il tuo posizionamento su Google.

A questo punto non ti resta che salvare, copiare il link sulla tua pagina Facebook e scrivere la tua didascalia. Consigliamo di scrivere poche righe nelle quali anticipare in modo sintetico l’argomento dell’articolo o per creare aspettativa e coinvolgimento inserendo dei quesiti. Utilizzando i tag potrai notificare la pubblicazione a pagine o persone interessate coinvolgendole nella discussione.
Va fatto un discorso a parte per gli #hashtag che oramai non assicurano una diffusione del contenuto significativa, a differenza di Instagram che li utilizza ancora, ma possono comunque servire come un “neretto” o un bold per sottolineare il topic.

 

Ripubblica e ricondividi

Un buon contenuto non si esaurisce in una sola pubblicazione.
In base ai ritmi di pubblicazione del social che usiamo, del nostro calendario e di quello dei competitor, potrai ricondividere un post con link che ha ricevuto un buon numero di interazioni così da proseguire la discussione con gli utenti.
Oppure, se hai un vecchio articolo che potrebbe essere interessante per un particolare periodo dell’anno, fatto di cronaca o trend di ricerca, puoi aggiornarlo, se necessario, e pubblicare nuovamente il link con un nuovo post, così da sfruttare l’interesse del momento per ridare vita a contenuti altrimenti esauriti.

 

Usa tutti gli strumenti editoriali dei social

Ogni social media ha la sua sezione insight, o analitiche, nella quale potrai leggere ogni informazione utile alle tue pubblicazioni: visualizzazioni, interazioni, condivisioni, commendi, giorni in cui gli utenti sono più attivi e molto altro. Cerca di adeguare la tua pubblicazione “inseguendo” il momento migliore per pubblicare e, se necessario, ritocca il tuo calendario editoriale. Una pubblicazione programmata funziona sempre meglio di uno spam casuale di contenuti: i tuoi utenti impareranno presto che in determinati giorni e orari avranno tue notizie e si collegheranno.

Lavora sull’ingaggio (ti saranno d’aiuto gli insights interazioni, commenti e condivisioni) cercando di inserire nel post o nei commenti domande dirette ai tuoi follower o invitandoli all’interazione.

Interpretando correttamente le analitiche vedrai che alcuni contenuti funzionano molto meglio di altri. Considera quindi di sponsorizzare un post che è andato particolarmente bene per portare ancora più utenti suoi tuoi account e, soprattutto, sul tuo blog. Un contenuto organico è visibile solo ai follower, mentre con la sponsorizzazione renderai visibile il post a milioni di persone potenzialmente interessate. Quando sponsorizzi cerca di capire a che tipo di utenti può essere utile il tuo articolo, e seleziona target corretti (età, regione geografica, lavoro, interessi…).

 

In conclusione

Per la buona riuscita di un blog, sia esso personale o legato ad un’attività, i social possono costituire un’enorme opportunità. Unendo da un lato una buona SEO on page e dall’altra con un calendario editoriale intelligente e sponsorizzazioni sui social, si può esprimere il massimo potenziale di un articolo e attrarre, con un contenuto veramente utile, utenza al sito.
Così un articolo può costituire un’importante leva di marketing per fare conoscere la propria realtà.

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SEO per e-commerce: come vendere grazie ai motori di ricerca

Bisogna fare una premessa: la SEO (Ottimizzazione per i motori di ricerca) è una sola, seppure con tante sfaccettature. Non vi è differenza dal punto di vista tecnico, per esempio, tra una SEO per e-commerce e una per brand, ma ci sono differenze concrete nella scelta delle keywords, per rispondere a diversi intenti di ricerca, e regole particolari per l’organizzazione dei contenuti al fine di offrire una diversa User Experience, incentrata più sulla conversione piuttosto che sulla semplice navigazione.
Esistono quindi molti modi di fare SEO in relazione ai tanti obiettivi che può avere un business.

 

Perché allora si sente dire spesso SEO per e-commerce?

Come accennato nell’introduzione, la differenza sostanziale (e forse unica) della SEO per e-commerce rispetto alla SEO “tradizionale” è una ottimizzazione incentrata unicamente sulla conversione finale.
In un ipotetico funnel di acquisto si andrà a posizione nella parte centrale del processo, in quanto un utente intenzionato a comprare avrà già fatto una prima scrematura tra i vari competitor e ha già un’idea precisa di cosa intende acquistare.
Spiegato in modo più semplice: è un tipo di SEO che ha l’obiettivo di portare al sito non tutto il traffico possibile, ma utenti già profilati con un alto tasso di conversione.

 

Come fare SEO per e-commerce?

Dopo una classica ricerca keywords, tenendo presente l’intento di ricerca che è di conversione e non solo informativo, e dopo aver considerato un’implementazione a livello di structured data con l’aiuto di Schema.org, è il momento di passare il testimone allo UX designer.
Lo User Experience Designer, nel progettare l’usabilità del sito e la sua struttura generale, deve tenere a mente tanto l’utente quanto l’azienda: il suo obiettivo è quello di creare da un lato un’esperienza focalizzata sull’invito all’azione piacevole e mai frustrante o poco intuitiva, dall’altro deve far combaciare questi inviti all’azione a precisi obiettivi che l’azienda vuole raggiungere (iscrizioni per lead generation, download di materiale informativo, acquisti…).
Bisogna sempre ricordare che, una volta attratto un utente sul proprio sito, è l’esperienza di navigazione a fare la differenza tra un successo ed un abbandono. Questa è una regola d’oro che, se sempre valida, diventa vitale quando l’importate è convertire.

Un’altro aspetto di fondamentale importanza è che nell’era degli acquisti “1 click”, bisogna riuscire a ridurre al minimo indispensabile il numero di click necessari a completare un’azione.
A tal proposito può essere utile dare modo all’utente di salvare opzioni di pagamento e indirizzo di spedizione così da non doverlo inserire nuovamente per gli acquisti successivi.

In linea di massima, comunque, una buona regola è creare pagine che non richiedono mai più di tre click al massimo per accedere a qualsiasi altra pagina.

 

In conclusione

Per la buona riuscita di un e-commerce, SEO specialist e UX designer devono lavorare a braccetto: se una buona SEO rende il sito visibile ai motori di ricerca e attrae traffico qualificato, è la User Experience a far divertire l’utente e a tenerlo sulla pagina.

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