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SEO 2020: i 3 errori più comuni

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SEO 2020: i 3 errori più comuni

I 3 errori SEO più comuni nel 2020

Le “vecchie abitudini” che nuocciono al tuo sito web

 

Mentre le tecniche di marketing digitale tradizionale sono sempre valide, i numerosi cambiamenti apportati da Google ai suoi algoritmi costringono tutti i marketer ad aggiornarsi e ad integrare nuove strategie.
I tecnici del marketing alle prime armi, o semplicemente marketer che non hanno fatto caso ad un update, potrebbero continuare a mettere in atto, dopo i vari aggiornamenti, strategie ormai inutili o addirittura controproducenti.
Vediamo quindi quali sono, e come risolverli, i 3 errori SEO più comuni nel 2020.

 

1. Keyword stuffing, o abuso di parole chiave

I tools più comuni come Yoast ci consigliano una certa percentuale di parole chiave da inserire all’interno di un articolo al fine di renderlo visibile dai motori di ricerca. Un marketer alle prime armi potrebbe cercare di ottimizzare l’articolo esagerando con le keyword a discapito della sua leggibilità.
Oggi gli algoritmi di Google preferiscono un contenuto scritto per gli utenti, ovvero utile, leggibile e comprensibile. I bot notano quando scriviamo frasi forzate solo per “imbottirle” di parole chiave, penalizzandoci.
Nel caso di questo articolo, per esempio, è stata stilata una lista ordinata con titoli chiari e spiegazioni dettagliate che contengono parole chiave secondarie. Inserire in modo forzato “SEO 2020” per tutta la lunghezza dell’articolo non potrà apportare nessun miglioramento.

 

2. URL senza parole chiave: non sempre i domini esatti sono i migliori

Google non ritiene più attendibile come sinonimo di qualità del sito la corrispondenza esatta tra dominio e nome del marchio, proprio perché ormai riesce a capire il senso e l’intento dei contenuti.
Una buona prassi quindi è quella di unire brand e keyword, cercando però di creare un dominio comunque breve e chiaro.

 

3. Acquisto link. Meglio curare il profilo backlink organico

Il fattore trust, fiducia o credibilità in italiano, è appunto un valore che indica quanto il nostro sito sia affidabile. Un modo per aumentare questa “simpatia” agli occhi di Google, è essere linkato da altri siti che hanno già una buona credibilità, creando una rete di cosiddetti backlink. È logico quindi pensare che rivolgersi a piattaforme di vendita link non è un’azione consigliata.
Ci sono diversi tool per valutare l’attendibilità del nostro sito, tra cui Ubersuggest, gratuito ma con delle funzionalità premium, e SEOZoom, strumento a pagamento ma che offre una settimana di prova e diversi piani di pagamento.

 

In conclusione, ricordiamoci sempre di lavorare sulla qualità

È essenziale curare il lato più tecnico dell’ottimizzazione SEO (link, ricerca keyword, domini…) ma dobbiamo sempre tenere a mente che, prima di tutto, un contenuto per essere considerato da Google deve essere un buon contenuto: originale, senza errori e soprattutto comprensibile e utile per le persone a cui vogliamo rivolgerci. Scrivere senza quest’ottica difficilmente porterà a risultati concreti, nonostante tutti gli accorgimenti che possiamo prendere.

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