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i migliori siti per vendere online

I migliori siti per vendere online

I marketplace online possono essere molto convenienti per per i piccoli e medi commercianti: si possono raggiungere clienti potenzialmente in tutto il mondo e avere grandi vantaggi per le azioni di marketing e in termini di visibilità online e SEO.
Potremmo aver deciso di destinare parte del magazzino alla vendita digitale, oppure di spostare l’intera attività online: in ogni caso uno shop non vale l’altro. Bisogna capire quale può fare più al caso nostro, sia in termini di investimento che di settore merceologico.
Vediamo insieme gli e-commerce più famosi e le loro principali caratteristiche.

Quale e-commerce usare? I 5 migliori siti per vendere online secondo Suite Design Studio

 

1. Amazon

Amazon è sicuramente una delle prime opzioni che vengono in mente quando si pensa a un sito per vendere online. La forza di questa piattaforma è doppia: visibilità potenziale in tutto il mondo a fronte di costi abbastanza contenuti.
Quando ci si iscrive come seller (venditore), si può scegliere tra due opzioni: avvalersi della logistica di Amazon inviando tutti i prodotti da mettere in vendita e pagando delle spese fisse di gestione, oppure mettere online gratuitamente i propri prodotti e pagare spedizioni e le normali spese accessorie solo al momento della vendita, soluzione è più adatta ai piccoli venditori che trattano prodotti di nicchia.
Per avere un’idea dei costi della seconda soluzione, rimandiamo al calcolatore ufficiale in cui possiamo inserire varie caratteristiche come peso e dimensioni dell’imballaggio e calcolare il costo di una vendita.

 

2. Ebay

Ebay non ha di certo bisogno di presentazioni. Attivo dagli anni ’90, il suo nome è diventato praticamente sinonimo di e-commerce.
Ebay è adatto veramente a tutti: si può scegliere tra la vendita di singoli prodotti, con una tariffa del 10% sulla vendita a cui si aggiunge, in caso di vendite maggiori di 50 articoli al mese, una commissione di inserzione di €0,35. Per chi ha bisogno di volumi maggiori c’è anche la possibilità di iscriversi al Programma di Spedizioni Internazionali.

 

3. Shopify

Shopify permette di creare un sito e-commerce completo di insights (analitiche) in modo facile e abbastanza rapido, spaziando tra più di 100 template diversi. In base alla mole di prodotti che intenderemo vendere possiamo sottoscrivere tre piani diversi, da un minimo di 29$ al mese ad un massimo di 299$ al mese.

 

4. Etsy

Se i nostri prodotti sono lavori di artigianato o artistici, Etsy è la migliore piattaforma che potremmo utilizzare per vendere online i nostri pezzi unici.
Le spese di gestione sono decisamente contenute: in media 3,5% sulle singole vendite a cui vanno ad aggiungersi le commissioni di 0,20$ per ogni oggetto messo in vendita. Le opzioni di pagamento e di check-out poi sono veramente tantissime.
L’unico tasto dolente è il design: anche se possiamo creare la nostra vetrina dei prodotti non potremo scegliere tra moltissimi temi, a differenza della moltitudine offerta da Shopify.

 

5. Bonanza

Se ci occupiamo di fashion, make up e accessori moda, Bonanza è una delle piattaforme più interessanti in circolazione.
Semplice e intuitivo, applica solo il 3,5% di commissione per le vendite fino a 500$, superati i quali cala a 1,5% del totale con l’aggiunta, però, di un fisso di 17,50$.
Bonanza non è riconosciuto dagli altri marketplace, ma nella sua nicchia è una realtà ben posizionata.

 

In conclusione, attenzione a scegliere il giusto sito

Grazie a internet l’assenza di un negozio fisico non è più un ostacolo. Se non hai la possibilità o l’intenzione di aprire un negozio “su strada” ma pensi di avere il prodotto giusto, allora puoi affidarlo ad una delle tante piattaforme di vendita online esistenti.
Noi abbiamo elencato quelli che riteniamo essere i 5 migliori siti per vendere online, ma la lista è ancora molto lunga.
È fondamentale scegliere quella giusta per essere sicuri di raggiungere clienti interessati alla propria nicchia.

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seo 2020

SEO 2020: i 3 errori più comuni

Le “vecchie abitudini” che nuocciono al tuo sito web

 

Mentre le tecniche di marketing digitale tradizionale sono sempre valide, i numerosi cambiamenti apportati da Google ai suoi algoritmi costringono tutti i marketer ad aggiornarsi e ad integrare nuove strategie.
I tecnici del marketing alle prime armi, o semplicemente marketer che non hanno fatto caso ad un update, potrebbero continuare a mettere in atto, dopo i vari aggiornamenti, strategie ormai inutili o addirittura controproducenti.
Vediamo quindi quali sono, e come risolverli, i 3 errori SEO più comuni nel 2020.

 

1. Keyword stuffing, o abuso di parole chiave

I tools più comuni come Yoast ci consigliano una certa percentuale di parole chiave da inserire all’interno di un articolo al fine di renderlo visibile dai motori di ricerca. Un marketer alle prime armi potrebbe cercare di ottimizzare l’articolo esagerando con le keyword a discapito della sua leggibilità.
Oggi gli algoritmi di Google preferiscono un contenuto scritto per gli utenti, ovvero utile, leggibile e comprensibile. I bot notano quando scriviamo frasi forzate solo per “imbottirle” di parole chiave, penalizzandoci.
Nel caso di questo articolo, per esempio, è stata stilata una lista ordinata con titoli chiari e spiegazioni dettagliate che contengono parole chiave secondarie. Inserire in modo forzato “SEO 2020” per tutta la lunghezza dell’articolo non potrà apportare nessun miglioramento.

 

2. URL senza parole chiave: non sempre i domini esatti sono i migliori

Google non ritiene più attendibile come sinonimo di qualità del sito la corrispondenza esatta tra dominio e nome del marchio, proprio perché ormai riesce a capire il senso e l’intento dei contenuti.
Una buona prassi quindi è quella di unire brand e keyword, cercando però di creare un dominio comunque breve e chiaro.

 

3. Acquisto link. Meglio curare il profilo backlink organico

Il fattore trust, fiducia o credibilità in italiano, è appunto un valore che indica quanto il nostro sito sia affidabile. Un modo per aumentare questa “simpatia” agli occhi di Google, è essere linkato da altri siti che hanno già una buona credibilità, creando una rete di cosiddetti backlink. È logico quindi pensare che rivolgersi a piattaforme di vendita link non è un’azione consigliata.
Ci sono diversi tool per valutare l’attendibilità del nostro sito, tra cui Ubersuggest, gratuito ma con delle funzionalità premium, e SEOZoom, strumento a pagamento ma che offre una settimana di prova e diversi piani di pagamento.

 

In conclusione, ricordiamoci sempre di lavorare sulla qualità

È essenziale curare il lato più tecnico dell’ottimizzazione SEO (link, ricerca keyword, domini…) ma dobbiamo sempre tenere a mente che, prima di tutto, un contenuto per essere considerato da Google deve essere un buon contenuto: originale, senza errori e soprattutto comprensibile e utile per le persone a cui vogliamo rivolgerci. Scrivere senza quest’ottica difficilmente porterà a risultati concreti, nonostante tutti gli accorgimenti che possiamo prendere.

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seo-per-e-commerce

SEO per e-commerce: come vendere grazie ai motori di ricerca

Bisogna fare una premessa: la SEO (Ottimizzazione per i motori di ricerca) è una sola, seppure con tante sfaccettature. Non vi è differenza dal punto di vista tecnico, per esempio, tra una SEO per e-commerce e una per brand, ma ci sono differenze concrete nella scelta delle keywords, per rispondere a diversi intenti di ricerca, e regole particolari per l’organizzazione dei contenuti al fine di offrire una diversa User Experience, incentrata più sulla conversione piuttosto che sulla semplice navigazione.
Esistono quindi molti modi di fare SEO in relazione ai tanti obiettivi che può avere un business.

 

Perché allora si sente dire spesso SEO per e-commerce?

Come accennato nell’introduzione, la differenza sostanziale (e forse unica) della SEO per e-commerce rispetto alla SEO “tradizionale” è una ottimizzazione incentrata unicamente sulla conversione finale.
In un ipotetico funnel di acquisto si andrà a posizione nella parte centrale del processo, in quanto un utente intenzionato a comprare avrà già fatto una prima scrematura tra i vari competitor e ha già un’idea precisa di cosa intende acquistare.
Spiegato in modo più semplice: è un tipo di SEO che ha l’obiettivo di portare al sito non tutto il traffico possibile, ma utenti già profilati con un alto tasso di conversione.

 

Come fare SEO per e-commerce?

Dopo una classica ricerca keywords, tenendo presente l’intento di ricerca che è di conversione e non solo informativo, e dopo aver considerato un’implementazione a livello di structured data con l’aiuto di Schema.org, è il momento di passare il testimone allo UX designer.
Lo User Experience Designer, nel progettare l’usabilità del sito e la sua struttura generale, deve tenere a mente tanto l’utente quanto l’azienda: il suo obiettivo è quello di creare da un lato un’esperienza focalizzata sull’invito all’azione piacevole e mai frustrante o poco intuitiva, dall’altro deve far combaciare questi inviti all’azione a precisi obiettivi che l’azienda vuole raggiungere (iscrizioni per lead generation, download di materiale informativo, acquisti…).
Bisogna sempre ricordare che, una volta attratto un utente sul proprio sito, è l’esperienza di navigazione a fare la differenza tra un successo ed un abbandono. Questa è una regola d’oro che, se sempre valida, diventa vitale quando l’importate è convertire.

Un’altro aspetto di fondamentale importanza è che nell’era degli acquisti “1 click”, bisogna riuscire a ridurre al minimo indispensabile il numero di click necessari a completare un’azione.
A tal proposito può essere utile dare modo all’utente di salvare opzioni di pagamento e indirizzo di spedizione così da non doverlo inserire nuovamente per gli acquisti successivi.

In linea di massima, comunque, una buona regola è creare pagine che non richiedono mai più di tre click al massimo per accedere a qualsiasi altra pagina.

 

In conclusione

Per la buona riuscita di un e-commerce, SEO specialist e UX designer devono lavorare a braccetto: se una buona SEO rende il sito visibile ai motori di ricerca e attrae traffico qualificato, è la User Experience a far divertire l’utente e a tenerlo sulla pagina.

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seo 2020 come ottimizzare sito web

SEO 2020: come ottimizzare il tuo sito web per le nuove tendenze di Google

Il 2019 sta per terminare, e come ogni anno i SEO specialist si stanno chiedendo in che modo cambieranno gli algoritmi di Google e come questo influirà sul posizionamento dei siti web.

Abbiamo stilato una lista di tutti gli elementi che secondo noi dovranno essere presi in considerazione per fare SEO nel 2020 per posizionarsi bene sui motori di ricerca, così da poterci preparare al meglio per l’anno nuovo e per non perdere posizioni nella SERP in seguito ai prossimi aggiornamenti.

Prima di proseguire oltre, se è la prima volta che provi a lavorare sul tuo sito o se hai bisogno di un semplice ripasso, ti consigliamo di capire cos’è la SEO e come funziona leggendo l’articolo linkato.

 

SEO per il 2020: le nuove tendenze

Il bello (e la difficoltà) della Search Engine Optimization è che ci “costringe” a rimanere sempre aggiornati riguardo gli aggiornamenti dei motori di ricerca (primo tra tutti Google) e a introdurre spesso cambiamenti e migliore al nostro sito. La SEO ci porta spesso a chiederci per quale motivo Google dovrebbe premiare il nostro sito con una posizione in prima pagina piuttosto che il sito di un competitor: la risposta, come sempre, è prima di tutto creare contenuti utili per gli utenti.
Le differenze principali rispetto all’anno appena trascorso sono da ricercasi più in ambito tecnico e di ottimizzazione.
Vediamo nel dettaglio.

 

SEO 2020: 5 semplici consigli

Tra tutti i possibili fattori più influenti per una buona SEO nel 2020 abbiamo identificato 5 punti principali, che elenchiamo come consigli strategici e di ottimizzazione.

 

1. Featured Snippet
Il Featured Snippet è una parte di testo di una nostra pagina web che viene mostrata direttamente tra i risultati di  Google.
Per sua natura, non occupa posizioni tra i risultati organici (infatti si dice che occupi la “posizione zero”) e permette agli utenti di dare un’occhiata veloce a ciò che stanno cercando. Questo tipo di contenuto viene generato automaticamente da Google mostrando la risposta migliore, tra tutte quelle indicizzate, per una determinata ricerca di un utente. Per ottenere un Featured Snippet quindi dovremmo cercare di inserire tra le prime righe della pagina che vogliamo mostrare un testo con una struttura “domanda – risposta”.

 

2. Media
Il 2020 sarà sicuramente l’anno delle immagini in formato webp e dei video.
Il webp è un formato introdotto piuttosto recentemente da Google che consente di avere immagini per il web di buona qualità, ma con un peso inferiore al PNG e al JPEG. Pagine web più leggere permettono un caricamento più rapido, con una migliore user experience e quindi un premio del motore di ricerca in termini di posizionamento. Per comprimere le immagini in formato webp possiamo utilizzare uno tra i tantissimi convertitori gratuiti presenti sul web, uno tra tutti Online-Convert.
Per quanto riguarda i video invece, riportiamo lo studio di Cisco che prevede un 80% di traffico online totale indirizzato esclusivamente su contenuti video.
Aprire un canale YouTube è una possibilità da non sottovalutare.

 

3. Ricerca vocale
Gli assistenti vocali per la ricerca online, sia da smartphone che da dispositivi per la casa, sono ormai una realtà impossibile da ignorare.
Una ricerca vocale è quasi sempre diversa da una testuale per quanto riguarda la scelta delle parole ed il tono più diretto e semplice.
Questo ci farà riconsiderare la SEO testuale del nostro sito, per andare incontro a ricerche sempre più semplici e smart.
Al momento la percentuale di ricerche vocali rispetto al totale è ancora troppo bassa per essere presa in considerazione, ma nei prossimi mesi potremmo vedere qualche cambiamento.

 

4. Mobile first
Il Mobile first è ormai un grande classico.
Il traffico da mobile continua a crescere rispetto a quello desktop, quindi diventa sempre più importante avere un sito con un design responsive, leggero nei caricamenti e ottimizzato per l’utilizzo dei touch screen.

 

5. E.A.T.
L’E.A.T. è un acronimo che sta per Esperienza (Expertise), Autorità (Authotitariveness), Credibilità (Trustworthiness) ed è un insieme di fattori presi in considerazione da Google per valutare le nostre pagine web e quindi il loro posizionamento.
Ragionare in termini di E.A.T. ci aiuta a capire quali fattori dovremmo migliorare per rendere il nostro sito valido e autorevole, soprattutto se trattiamo di argomenti delicati come medicina, salute e finanza.

 

In conclusione

Avere una buona strategia SEO è sempre fondamentale per la salute del nostro sito web e richiede un lavoro costante nel tempo ed uno studio attento.
Ogni aggiornamento degli algoritmi dei motori di ricerca “rimescola” i risultati nella SERP e ci costringe a rivedere da capo l’ottimizzazione del nostro sito web.
Con questi 5 semplici consigli potremo affrontare al meglio gli update di Google di inizio 2020 e, se abbiamo lavorato bene, anche quelli dei prossimi mesi.

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perchè avere un sito professionale nel 2019

Aziende 2019: perché è fondamentale avere un sito web professionale

Nell’ultimo ventennio il mondo è completamente cambiato grazie ad una presenza sempre maggiore e “smart” del digitale.
L’Italia è ancora indietro rispetto al resto dell’Europa, ma vi sono prospettive di crescita anche a breve/medio termine.
La percentuale di persone connesse aumenta al diminuire dell’età media: questo significa che anche se al momento navigano per lo più solo giovani e giovanissimi, nei prossimi anni avremo sicuramente una popolazione più connessa che utilizza la rete in modo attivo e intelligente.
Esistono aziende di medie e piccole dimensioni che credono sia possibile sostituire il sito web con gli account social, che assicurano visibilità e sono gratuiti.
Se è vero che i social media sono un’ottima opportunità per apparire su internet e per mantenere un contatto con i clienti, non possono però essere efficaci come un sito web professionale per tutta una serie di attività di marketing e di presenza sul web.

 

Perché avere un sito web professionale?

I motori di ricerca, specialmente Google, sono il primo strumento utilizzato dagli utenti per cercare informazioni, servizi e beni di consumo.
L’utente cerca quindi sul web qualcosa che possa risolvere un bisogno o un problema.
Identificato il sito più adatto passerà a cercare recensioni, informazioni sulla reputazione dell’azienda, sui prodotti e servizi per poi, solo quando saprà di potersi fidare, effettuerà finalmente l’acquisto, l’iscrizione o qualsiasi altro tipo di conversione preveda il sito.
Tutto questo può avvenire in pochi minuti o in una manciata di giorni.
Parlando di fiducia dell’utente, un’attività che non possiede un sito web ufficiale è come se non esistesse, così come un sito fatto male, che non funziona o che presenta errori, provoca dubbi riguardo la qualità del servizio.
Un sito web professionale, aggiornato nei contenuti, trasparente nelle informazioni e facilmente navigabile, regala un’esperienza molto positiva all’utente che sarà maggiormente convinto a diventare un cliente.

 

5 Motivi per avere un sito web

Vediamo nello specifico i vantaggi che può dare un sito web ad un’azienda.

 

1 Consente di farti trovare senza limiti di spazio e di orari

Il tuo sito sarà una vetrina sempre aperta, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7

 

2 Rafforza la brand identity

Abbiamo già parlato della fiducia dell’utenza e della reputazione. Un sito web è la base su cui si poggia qualsiasi attività di comunicazione digitale.
Inoltre l’aggiornamento periodico del sito permetterà agli utenti di farsi un’idea positiva e moderna della tua attività, contribuendo alla fidelizzazione e diventando un vero e proprio biglietto da visita.

 

3 Consente azioni di marketing

Con appositi software pubblicitari si possono creare campagne online e si possono inviare newsletter agli iscritti. Collegando poi il sito agli account social aumentano le possibilità strategiche e pubblicitarie in modi impossibili con le sole sponsorizzate dei social.

 

4 Consente la vendita diretta

Spesso l’idea di utilizzare marketplace come Amazon o Ebay è quella più immediata e facile. Spesso però conviene creare uno shop proprio sito web, sia per un discorso economico che di immagine.

 

5 Se i tuoi competitor hanno un sito sicuramente serve anche a te

Come spiegato nel 1° punto, uno degli scopi principali di un sito web è farsi trovare facilmente. Se i tuoi potenziali clienti non riescono a trovarti in pochi minuti passeranno con molta facilità ad altro: un’occasione sprecata!

 

In conclusione

Un sito web professionale offre molteplici soluzioni e funzionalità, diventando il canale di punta della comunicazione digitale di qualsiasi tipo di attività o azienda.
I social, le newsletter e tutti gli altri strumenti del web marketing  possono essere integrati in un piano più ampio, in quanto ottime opportunità, ma non devono mai sostituirsi ad un sito ufficiale funzionale e ottimizzato.

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