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come funziona whatsapp business

Come funziona WhatsApp Business

Fai trovare la tua azienda con WhatsApp Business

Di recente abbiamo parlato del QR code come strumento di marketing per le aziende. Oggi torniamo sull’argomento per introdurre le ultime novità della nota piattaforma di messaggistica di casa Facebook: WhatsApp, in versione “business”.

Come usare WhatsApp Business: ultimi aggiornamenti

Tra le diverse novità introdotte, notiamo subito l’implementazione dei codici QR: tra le impostazioni dell’account Business troviamo la possibilità di creare il proprio QR code che può essere stampato e inserito nel packaging, cartellonistica, adesivi, etichette e qualsiasi altro materiale promozionale relativo alla tua azienda.
Gli utenti che vorranno mettersi in contatto con un’attività non dovranno più salvare il numero di telefono in rubrica, per poi accedere a WhatsApp e avviare una conversazione, ma semplicemente scansionando il codice quadrato potranno mettersi istantaneamente in contatto con te.
Ridurre il numero di azioni che un utente o cliente deve fare per contattarti riduce il rischio che esso si annoi e aumenta le possibilità di vendita.

La seconda novità importante è la possibilità di aggiungere al proprio account un intero catalogo prodotti (un po’ come la vetrina di Facebook ma più sintetica), condivisibile ai propri contatti attraverso un link. Questo semplificherà la comunicazione con clienti e utenti ma soprattutto, permetterà loro di ricondividere questi contenuti con i propri amici, aumentando la diffusione e la conoscenza dei tuoi prodotti.

In conclusione, WhatsApp Business entra a tutti gli effetti tra i must have delle aziende digitali e digitalizzate

WhatsApp business sarà presto d’obbligo per un’attività che vuole essere competitiva online: con la sua semplicità di utilizzo e con le nuove funzioni diventa una “vetrina” valida tanto quanto una pagina Facebook aziendale e un account Instagram Business, andando a completare la presenza online di un’azienda con uno strumento comunicativo potente e immediato.

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come vendere su instagram 2020

Come vendere su Instagram: novità del 2020

Dal 9 luglio sarà ancora più facile vendere su Instagram: ecco come fare

Dopo l’esperienza positiva di Facebook Shops si è deciso di integrare una funzione molto simile al famoso social network fotografico, Instagram appunto.

Vendere merci su IG non è una novità assoluta: vi era già la possibilità di acquistare direttamente dal social, ma era una opzione fruibile solo da determinati brand, alcune aziende e dagli influencer.

Ma allora dov’è la novità? La novità consiste nel fatto che questa funzionalità è stata aperta a praticamente chiunque: influencer minori, piccole aziende, artisti, artigiani che vendono su e-commerce come Etsy e, in generale, chiunque voglia vendere i propri prodotti sul web anche se questa non è la sua principale attività. Instagram diventerà la loro nuova vetrina o catalogo e i loro follower potranno acquistare comodamente con un “tap”.

Requisiti per vendere con Instagram

Vi sono alcuni passaggi necessari per abilitare il proprio account Instagram alla vendita. Non è nulla di complicato:

  • È necessario avere un profilo aziendale (o convertirlo a profilo aziendale) e rispettare determinati standard, come il fatto di trovarsi in una zona geografica in cui l’applicazione è pienamente supportata (l’Italia lo è);
  • Bisogna proporre solo beni e prodotti fisici e non servizi o prestazioni;
  • Rispettare le normative di Facebook sulla vendita;
  • Aver collegato l’account IG Business ad una pagina aziendale di Facebook di cui si è admin e che, ovviamente, rappresenta la stessa attività.

In queste operazione si viene comunque aiutati da messaggi che guidano l’utente passo passo. Dopodiché basta candidarsi per partecipare al programma Instagram Shop: accedere alle impostazioni dell’account Instagram, poi su Azienda, selezionare la voce Shopping su Instagram, attendere da qualche ora ad una manciata di giorni che la notifica di accettazione e l’invito ad ultimare le ultime impostazioni (lavoro semplicissimo e sempre supportato dalla guida della piattaforma).

In modo simile ai Dati Statistici che permettono di seguire l’andamento del profilo e il gradimento dei post, si avranno statistiche aggiuntive chiare e semplici relative alle vendite.

 

In conclusione, Instagram Shop è un modo semplicissimo per vendere subito online

Instagram supera mensilmente il miliardo di utenti attivi, soprattutto giovani che amano caricare foto e interagire con le immagini. Se hai sempre voluto vendere i tuoi prodotti o i tuoi lavori sul web, o magari già lo fai con Etsy e piattaforme simili, provare ad investire del tempo anche su Instagram potrebbe essere una decisione vincente: vendere diventa semplice come caricare un post.

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menu digitali e qr code

Menù Digitale: La rivincita dei QR Code

Codici QR, “nuovi” strumenti di marketing per la ristorazione

La storia dei codici QR inizia in realtà un bel po’ di anni fa.
Il famoso codice a barre quadrato appare nel 1994 in casa Toyota con la funzione di tracciare le auto prodotte ma ben presto, per la maggiore quantità di dati immagazzinabili rispetto ad un codice a barre tradizionale, il QR code (Quick Response Code) comincia ad essere utilizzato integrandolo nella cartellonistica e nei volantini per “linkare” le pubblicità direttamente al sito web.
Nonostante possediamo tutti uno smartphone che possa leggere questi codici e nonostante la loro semplicità d’uso, questi codici a barre bidimensionali non hanno mai preso piede in Italia tanto quanto all’estero.
Da una manciata di mesi a questa parte, però, sembra che qualcosa stia cambiando.

Menù digitale: Come funziona? Quali sono i vantaggi?

Anche i menù digitali non sono un’invenzione estremamente recente, ma sono stati rivalutati negli ultimi mesi come una delle tante soluzioni igieniche necessarie alla riapertura post-lockdown.
Prima di questo periodo, solo i locali più moderni utilizzavano i menù digitali, a volte più per motivi di comunicazione e di immagine coordinata che per altro: ormai esistono diversi pub e bar muniti di charge station per i propri smartphone, che utilizzano molto la comunicazione online e che, in quest’ottica, pensano di rendere moderna anche la consultazione del menù.
In seguito alla riapertura dei locali, anche le attività di tipo più tradizionale stanno valutando questa soluzione utile per ridurre il contatto dei menù con le mani di centinaia di clienti al giorno ma anche perché, e forse questa è la reale motivazione, ormai ognuno di noi possiede uno smartphone mediamente performante che guarda in media ogni 15 minuti (anche al ristorante).

Come funziona un menù digitale?

È piuttosto semplice: utilizzando la fotocamera del proprio smartphone si inquadra il codice QR, solitamente stampato sul segnaposto, sulla tovaglietta monouso in carta o in altri gadget (relativamente al tipo di attività), e si verrà istantaneamente reindirizzati ad una pagina web con il menù completo (a questo proposito, dal momento che è più comodo per il cliente utilizzare il wi-fi dell’attività, è meglio considerare un potenziamento della linea nel caso di locali con molti tavoli, pena rallentamenti ed errori di caricamento nei giorni di piena).

Il menù digitale offre numerosi vantaggi, sia per il cliente che per il gestore:

  • Il cliente può consultare il menù senza attese e per tutto il tempo desiderato;
  • Essendo una pagina web, si possono utilizzare layout grafici ed altri espedienti per enfatizzare alcune portate, arricchirle di descrizioni, foto e tanto altro;
  • Il menù digitale è sempre aggiornabile dal proprio PC: può essere aggiornato quanto si vuole senza onerose spese di stampa;
  • Condivisione e funzionalità social: la pagina web del menù può essere condivisa per azioni di marketing, integrata nell’app proprietaria, allegata tramite link in newsletter e in tutte le attività di marketing digitale esistenti.

 

In conclusione, il menù digitale è la soluzione perfetta per tutti i ristoratori?

Non esiste una risposta generale che vada bene per tutti i ristoranti, pizzerie, pub e bar, ma bisogna fare alcune considerazioni del caso prima di procedere con la digitalizzazione del menù. Bisogna chiedersi se il digitale è adatto all’atmosfera del proprio locale, se incentivare l’utilizzo dei device a tavola può essere controproducente e se siamo in grado di offrire una connessione abbastanza potente per servire tutti i tavoli. Tutto dipende dalle proprie possibilità e, soprattutto, dall’atmosfera che si vuole regalare ai propri clienti.

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tik tok marketing per aziende

Tik Tok Marketing: Strategia per le aziende

Tik Tok per le aziende: come fare marketing con la piattaforma più usata dai giovani

Tik Tok e l’app del momento: solo in Italia conta oltre 2 milioni di iscritti e circa 230 video caricati ogni minuto.
Un vero trend del 2020 insomma, che secondo molti non farà che crescere.
Ogni giorno milioni di iscritti raccontano con brevi video i propri gusti musicali, parlano di moda e stile, food e life style.
L’engagement è sempre leggero e giocoso, dando vita a tormentoni e challenge, ovvero delle sfide.
Proprio le challenge sono state il primo punto di contatto tra i brand e Tik Tok: Nike, Vodafone, Xfactor Italia e l’Inter sono state le realtà che meglio hanno utilizzato il gioco della sfida per migliorare la loro immagine ed affermarla su questo nuovo canale.
Notando queste case history e il sempre maggiore interesse verso il social da parte di piccole e medie imprese ci siamo chiesti: come utilizzare Tik Tok per le aziende?

È importante per un’azienda essere su Tik Tok? E quale utenza si può raggiungere?

Come per ogni nuovo account di qualsiasi social, la prima cosa è capire quali sono i propri obiettivi di business e il pubblico target.
Dopodiché consigliamo di aprire un account e osservare un po’ l’ambiente circostante, studiare come funziona.
Un utente abituato ad altri social network può rimanere inizialmente spiazzato dalle caratteristiche così peculiari di Tik Tok, caratteristiche che ne costituiscono la forza ed il successo: ha le principali funzioni social (like, condividi, rispondi…) ma i contenuti sono esclusivamente video brevi e divertenti, adatti ad un’utenza giovane che vogliono “passare il tempo” con contenuti leggeri e partecipare al gioco generandone a loro volta semplicemente con la fotocamera dello smartphone (ricordiamo che Tik Tok è disponibile solo in versione mobile).
Da un certo punto di vista, Tik Tok non è nemmeno un vero e proprio social, in quanto non avviene nessuno scambio di informazioni.

Una volta capite le regole del gioco si può cominciare a lavorare sulla propria immagine. A questo punto subentra praticamente l’unico scoglio di questo particolare social: bisogna riuscire ad essere estremamente creativi in video di pochissimi secondi e utilizzando solo lo smartphone.
Caricare un bel video non è ancora sufficiente. Bisogna riuscire a generare ingaggio e attenzione utilizzando le 3 possibilità principali di questo social, ovvero challenge, influencer marketing e user generated content:

  • Challenge: Si può creare un video che sfidi gli utenti a ripetere una determinata azione, coreografia o altro tipo di prova aggiungendo l’hashtag personalizzato scelto per questa campagna comunicativa;
  • Influencer marketing: Realtà già affermata su altri social, su qui è ancora agli inizi ma in rapida crescita, quindi si può valutare di investire in collaborazioni con influencer di settore;
  • User Generated Content: Invitare i propri follower a caricare video in cui utilizzano prodotti e servizi, un po’ come fossero dei micro influencer, con l’obiettivo di per aumentare l’awareness.

In conclusione, hai bisogno di Tik Tok per la tua azienda?

Se il prodotto o servizio proposto si rivolge principalmente ai giovani e se è valorizzabile con un video, allora assolutamente sì.
Bisogna sempre ricordarsi però che su questo social, il messaggio è ridotto all’essenziale e che non c’è una vera condivisione di informazioni e che, contrariamente a quanto accade sugli altri social network, qui non è premiata tanto la qualità (anzi, forse non interessa proprio), quanto più l’estrema creatività, il creare sempre qualcosa di nuovo anche se magari non perfetto.
Bisogna studiare una comunicazione adeguata, altrimenti, comportandosi come su Facebook o Instagram, si rischia di avere risultati controproducenti, vanificando tutto l’impegno.

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italiani e social network 2020

Italiani e Social Network: i social più usati secondo Blogmeter

Perché gli italiani utilizzano tanto i Social?

Anche per il 2020, per il quarto anno di fila, Blogmeter ha pubblicato il suo studio “Italiani e Social Network” con lo scopo di indagare le nostre abitudini sui social e le reali motivazioni di utilizzo.

Su un campione intervistato è emerso che il 48% utilizza quotidianamente i social limitandosi a guardare i contenuti di amici e pagine seguite, cercando intrattenimento e informazione.
Solo il 12% degli utenti intervistati prova a migliorare la propria visibilità online pubblicando contenuto originale. In sintesi: la maggior parte degli utenti usa il proprio account solo per leggere e guardare ciò che pochi “influencer” condividono quotidianamente.

Proprio gli influencer introducono un altro dato importante: continuano ad essere molto considerati nelle prime fasi del processo di acquisto dai loro follower. Investire sui social per migliorare la reputazione di un marchio o di un prodotto continua ad essere una buona strategia.

Un po’ di numeri e qualche sorpresa: qual è il social più usato?

Si sente dire ormai da qualche anno che gli utenti dei social network sono sempre più giovani e che Facebook si sta rapidamente svuotando.
Da un lato è vero che l’età media dell’utenza si sta progressivamente abbassando, basti pensare che per la prima volta sono entrati in classifica anche i dodicenni. Il 12% di loro utilizzerebbe frequentemente Twitch, la piattaforma di Amazon che permette agli utenti di fare dirette stream e caricare video principalmente di e-sports e di videogiochi in generale.

Per quanto riguarda Facebook, invece, nonostante non goda più dell’effetto novità di qualche anno fa, continua ad essere in cima alle classifiche di utilizzo.
Questo probabilmente è dovuto al fatto che FB è un social multi-purpose, che permette cioè molteplici utilizzi diversi: dalla semplice rete sociale con amici e parenti all’intrattenimento e all’informazione, passando per acquisti online, ricerca e offerta di lavoro, messaggistica, video chat, prenotazioni e recensioni di locali e tanto altro. Insomma, anche se Facebook è meno “in” e divertente di un tempo, ormai offre talmente tante opzioni e possibilità da essere diventato quasi obbligatorio, andando a costituire per alcuni l’unico motivo di accesso ad internet.

La classifica completa di Blogmeter dei social più utilizzati dagli italiani:

  1. Facebook
  2. YouTube
  3. Instagram
  4. TripAdvisor
  5. Twitter
  6. LinkedIn
  7. Pinterest
  8. Snapchat
  9. Tinder
  10. TikTok
  11. Twitch

È interessante notare che nella parte alta della classifica continuano a posizionarsi i social network che offrono più possibilità di business, tenendo comunque d’occhio i due chiudi-fila, TikTok e Twitch, che con ogni probabilità risaliranno di diverse posizioni la classifica entro l’anno.

Meritano una menzione speciale i servizi di messaggistica istantanea, tra cui WhatsApp e Facebook Messenger che, pur non essendo esattamente dei social network, vengono utilizzato in modo massivo per la condivisione di contenuti con i contatti della propria rubrica, e sempre più spesso vengono usati dall’utenza per interagire con le attività commerciali per chiedere informazioni o per fare prenotazioni. Esplorare le possibilità di WhatsApp Business e delle automazioni di Facebook Messenger per le Pagine potrebbe avere risvolti molto positivi, soprattutto per il local business.

 

In conclusione, Social sì o Social no?

Se stai leggendo questo articolo con l’intento di capire se è ancora utile nel 2020 investire nei Social, la nostra risposta è decisamente sì.
In base agli obiettivi di business, praticamente ogni piattaforma può avere il suo ruolo in una strategia di marketing: Facebook come pagina di contatto principale, YouTube per caricare dei video tutorial, Instagram per mostrare qualcosa di interessante nei “dietro le quinte” e così via.
Ricorda sempre però che non sono gli strumenti a fare la strategia, ma il contrario! Anche se i social network dovessero cambiare, avere un metodo vincente è ciò che fa sempre la differenza, indipendentemente dal canale utilizzato.

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social network trend 2020

Social Network: 5 trend del 2020 da seguire subito per migliorare la tua presenza online

I 5 trend da tenere d’occhio per quest’anno

La maggior parte di noi passa diverse ore al giorno sui social network condividendo informazioni, interagendo e scrollando la pagina alla ricerca del contenuto più recente. Per molti di noi ormai navigare su Internet significa stare su Facebook: si possono trovare aziende e locali, recensioni e consigli, intrattenimento e informazione. Quello dei Social è un mondo molto diversificato ma, per la sua mole di informazioni, molto caotico.
Il marketer attento, quindi, deve trovare il modo di spiccare tra la folla che popola la home dei nostri social.

 

5 consigli per migliorare la tua comunicazione sui social

Alla fine del 2019 si stavano delineando dei trend in rapida crescita, confermati poi dalle tendenze di questi primi mesi del nuovo anno.
Vediamo insieme i 5 trend del 2020 per migliorare la tua comunicazione sui Social Network.

 

1. Aumenta il numero di Stories e Video

Tra il 2016 e il 2019 il numero di Stories è cresciuto di 5 volte: un impressionante aumento nell’arco di soli 3 anni, crescita questa che non accenna a fermarsi.
Il loro successo è dovuto alla loro stessa natura. Le Stories, o storie, sono dei contenuti fotografici o video che durano una manciata di secondi e che spariscono automaticamente dopo 24 ore. Per spiccare tra tutte le altre, una stories deve essere accattivante e coinvolgente, veicolando il messaggio in pochissimi secondi. La semplicità poi con cui si “sfogliano” le storie (inizialmente di Instagram, ma oramai anche di Facebook) permette di inserirsi facilmente nel feed di un follower.
Allo stesso modo i contenuti video, sempre di breve durata, stanno spopolando a discapito di altri media. Non è casuale, quindi, il successo del recente Tik Tok, ancora acerbo per il business ma che merita di essere tenuto d’occhio.
Considera di aggiungere alla tua normale pubblicazione dei video di valore e delle storie con cui poter mostrare lati inusuali, più “spensierati” della tua attività. Oppure usale per condividere offerte commerciali momentanee o contenuti dei follower, aumentando il senso di appartenenza e community.

 

2. Da Macro Influencer a Micro Influencer

Ormai i grandi influencer sono una realtà ben strutturata, delle vere e proprie agenzie pubblicitarie in cui la stessa persona svolge il ruolo sia di agenzia che di testimonial. Potrebbe essere ugualmente interessante, ma soprattutto più economico, rivolgersi invece a più micro influencer, ovvero influencer con bacini di follower inferiori perché ancora in crescita o estremamente di nicchia, ma che si rivolgono in modo eccellente a dei precisi target commerciali.

 

3. Social Commerce: come vendere sul web in modo semplice

Abbiamo già parlato in un recente articolo delle possibilità dell’e-commerce e della vendita online. Vendere sui Social però può essere un’opzione più semplice ed economica, con la possibilità di vendere al dettaglio raggiungendo clienti ben targettizzati grazie a Facebook Marketplace.
Unendo la vetrina della propria pagina Facebook all’account Instagram, si potranno abilitare gli acquisti anche da quest’ultimo, direttamente dall’ultima foto postata. Ridurre il numero di interazioni necessarie alla conversione è un ottimo modo per trasformare un utente in un cliente effettivo.

 

4. Cura la Community

I Social Network offrono possibilità incredibili per farsi trovare dai clienti (potenziali o già consolidati) in ogni fase del processo di acquisto, dalle fasi preliminari alla transazione, fino al post vendita e customer care.
Invogliare la community di follower a interagire e a condividere, rispondere sempre a domande e curiosità e  prestare assistenza tempestiva è un ottimo modo per migliorare la brand awareness e, di conseguenza, aumentare la fidelizzazione, conversioni e vendite.

 

5. Qualità: postare poco ma meglio

Sappiamo tutti quanto può essere fastidioso avere la casella e-mail intasata da insistenti proposte commerciali. Sono tutti messaggi che nella migliore delle ipotesi porteranno l’utente a eliminare l’iscrizione alla newsletter, nel peggiore a gettare le mail in spam bloccando il mittente.
È esattamente quello che accade con i social quando una pagina posta contenuti in modo insistente e monotono: gli utenti smetteranno di seguire la pagina, toglieranno il like e potrebbero addirittura sconsigliare il brand di turno ai propri conoscenti.
Come abbiamo espresso nell’introduzione, è fondamentale riuscire a far sentire la propria voce nella folla caotica dei social.
Per fare questo è meglio ridurre il numero di post e concentrarsi invece sulla loro qualità.
Stilare un calendario editoriale è un ottimo modo per studiare le strategie di pubblicazione sul lungo periodo e per non pubblicare contenuti casuali giorno per giorno, senza un filo logico.

 

In conclusione, segui i consigli ma non dimenticarti di sperimentare!

Seguire la traccia lasciata da marketer più esperti è vantaggioso, ma lo è ugualmente sperimentare! Di tanto in tanto prova a fare una piccola modifica ad un post e registra la reazione dell’utenza: potresti scoprire qualcosa di nuovo ma che funziona bene per te e per la tua azienda.
L’obiettivo finale è far sentire la propria voce, rendersi riconoscibili: ci vuole metodo ma anche creatività.

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i migliori siti per vendere online

I migliori siti per vendere online

I marketplace online possono essere molto convenienti per per i piccoli e medi commercianti: si possono raggiungere clienti potenzialmente in tutto il mondo e avere grandi vantaggi per le azioni di marketing e in termini di visibilità online e SEO.
Potremmo aver deciso di destinare parte del magazzino alla vendita digitale, oppure di spostare l’intera attività online: in ogni caso uno shop non vale l’altro. Bisogna capire quale può fare più al caso nostro, sia in termini di investimento che di settore merceologico.
Vediamo insieme gli e-commerce più famosi e le loro principali caratteristiche.

Quale e-commerce usare? I 5 migliori siti per vendere online secondo Suite Design Studio

 

1. Amazon

Amazon è sicuramente una delle prime opzioni che vengono in mente quando si pensa a un sito per vendere online. La forza di questa piattaforma è doppia: visibilità potenziale in tutto il mondo a fronte di costi abbastanza contenuti.
Quando ci si iscrive come seller (venditore), si può scegliere tra due opzioni: avvalersi della logistica di Amazon inviando tutti i prodotti da mettere in vendita e pagando delle spese fisse di gestione, oppure mettere online gratuitamente i propri prodotti e pagare spedizioni e le normali spese accessorie solo al momento della vendita, soluzione è più adatta ai piccoli venditori che trattano prodotti di nicchia.
Per avere un’idea dei costi della seconda soluzione, rimandiamo al calcolatore ufficiale in cui possiamo inserire varie caratteristiche come peso e dimensioni dell’imballaggio e calcolare il costo di una vendita.

 

2. Ebay

Ebay non ha di certo bisogno di presentazioni. Attivo dagli anni ’90, il suo nome è diventato praticamente sinonimo di e-commerce.
Ebay è adatto veramente a tutti: si può scegliere tra la vendita di singoli prodotti, con una tariffa del 10% sulla vendita a cui si aggiunge, in caso di vendite maggiori di 50 articoli al mese, una commissione di inserzione di €0,35. Per chi ha bisogno di volumi maggiori c’è anche la possibilità di iscriversi al Programma di Spedizioni Internazionali.

 

3. Shopify

Shopify permette di creare un sito e-commerce completo di insights (analitiche) in modo facile e abbastanza rapido, spaziando tra più di 100 template diversi. In base alla mole di prodotti che intenderemo vendere possiamo sottoscrivere tre piani diversi, da un minimo di 29$ al mese ad un massimo di 299$ al mese.

 

4. Etsy

Se i nostri prodotti sono lavori di artigianato o artistici, Etsy è la migliore piattaforma che potremmo utilizzare per vendere online i nostri pezzi unici.
Le spese di gestione sono decisamente contenute: in media 3,5% sulle singole vendite a cui vanno ad aggiungersi le commissioni di 0,20$ per ogni oggetto messo in vendita. Le opzioni di pagamento e di check-out poi sono veramente tantissime.
L’unico tasto dolente è il design: anche se possiamo creare la nostra vetrina dei prodotti non potremo scegliere tra moltissimi temi, a differenza della moltitudine offerta da Shopify.

 

5. Bonanza

Se ci occupiamo di fashion, make up e accessori moda, Bonanza è una delle piattaforme più interessanti in circolazione.
Semplice e intuitivo, applica solo il 3,5% di commissione per le vendite fino a 500$, superati i quali cala a 1,5% del totale con l’aggiunta, però, di un fisso di 17,50$.
Bonanza non è riconosciuto dagli altri marketplace, ma nella sua nicchia è una realtà ben posizionata.

 

In conclusione, attenzione a scegliere il giusto sito

Grazie a internet l’assenza di un negozio fisico non è più un ostacolo. Se non hai la possibilità o l’intenzione di aprire un negozio “su strada” ma pensi di avere il prodotto giusto, allora puoi affidarlo ad una delle tante piattaforme di vendita online esistenti.
Noi abbiamo elencato quelli che riteniamo essere i 5 migliori siti per vendere online, ma la lista è ancora molto lunga.
È fondamentale scegliere quella giusta per essere sicuri di raggiungere clienti interessati alla propria nicchia.

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visual marketing

Visual marketing: cos’è e come farlo bene

Abbiamo già visto come sviluppare un piano di content marketing , ovvero come delineare un piano editoriale per il nostro sito e i nostri social che generi traffico di utenti. In questo articolo approfondiremo il lato creativo del content marketing, e per farlo dobbiamo capire cos’è il visual marketing.

Il visual marketing forma parte delle strategie che servono per creare un’immagine personale concreta.
In altre parole è un approccio che aiuta a sviluppare con più efficacia il processo di branding.
Le immagini, fisse o in movimento, hanno la capacità di trasmettere messaggi in modo molto più immediato ed efficace rispetto alla parola scritta.
Non è strano infatti che gli utenti dei social media preferiscano apprendere una notizia o una nozione da un’infografica piuttosto che da un articolo.

 

Il potere del visual marketing

Definita l’immagine coordinata non ci sono limiti a ciò che si può fare con il visual marketing: post, immagini social, grafici a corredo di articoli, video, illustrazioni, cartoline e stampati vari (il visual merchandise è una declinazione pratica del visual marketing).
Insomma, il visual marketing è una fondamentale “arma” per rendere riconoscibile un brand online e offline. Inoltre può essere utilizzato per creare un contatto con l’utenza attraverso dei contenuti editoriali su account social e siti web e generare così traffico di utenti interessati al nostro lavoro.

 

Come sviluppare una strategia di visual marketing

Quando ragioniamo su una strategia di visual marketing dobbiamo ricordare sempre che si tratta di comunicazione: parole, forme, colori, tutto deve avere l’obiettivo di veicolare un messaggio e accrescere l’engagement dei clienti.
Ma come si creano contenuti validi?
La prima regola, valida per qualsiasi tipo di contenuto, è quella di offrire qualcosa di utile all’utente, un consiglio, un parere, un tutorial: un valore aggiunto rispetto agli altri competitor.

 

1. Mai procedere senza una vera e propria strategia visual
Le immagini non sono solo decorative, ma hanno la funzione di attirare un pubblico definito. Durante la creazione del contenuto chiediamoci sempre a chi vogliamo rivolgerci, quale messaggio vogliamo inviargli e come farlo senza “rovinare” l’immagine aziendale.

 

2. Non creare immagini solo belle da guardare
I contenuti “visual” come abbiamo detto, oltre ad attrarre pubblico servono a veicolare messaggi ben definiti. Ogni immagine, che pubblicizzi un prodotto, un servizio, o altro, deve per prima cosa fornire informazioni sul brand e comunicarne i valori, così da creare empatia con il fruitore.

 

3. Non creare contenuti uguali per tutte le piattaforme
Ogni piattaforma ha un pubblico diverso, e lo stesso contenuto potrebbe non funzionare su ogni nostro account.

Prendiamo ad esempio i tre social più utilizzati: Facebook, Instagram e LinkedIn.
Oltre ad avere ognuno formati di foto e video differenti, la comunicazione cambia completamente da un social all’altro.
Mentre su Facebook avremo l’account più “istituzionale” ma che parla a molti, Instagram sarà il luogo dove utilizzeremo un linguaggio molto più empatico e dialogheremo con gli utenti, mostrando loro i “dietro le quinte” o comunque argomenti particolari della nostra attività.
LinkedIn invece, essendo un social basato sulle relazioni professionali e orientato alla ricerca di lavoro, necessita di una comunicazione molto più formale e meno amichevole.

 

4. Less is more: non esagerare!
Evita di creare grafiche piene di scritte, cifre, dati e che siano poco dirette: l’obiettivo del visual marketing è proprio quello di semplificare i concetti!
Se non vuoi rischiare di strafare tieni d’occhio come si muovono i tuoi concorrenti. Puoi utilizzare molti tool gratuiti per farlo, uno su tutti Google Trends.

 

5. Mai dimenticare la coerenza del brand
Presi dalla fantasia spesso capita di dimenticarci che, purtroppo, ci sono dei limiti su ciò che possiamo creare.
Durante il processo creativo è bene tenere sempre bene a mente l’immagine coordinata dell’azienda, i valori del brand, e tradurre tutto ciò in contenuti coerenti e riconoscibili come nostri.

 

6. Ricerca continua
È fondamentale avere un metodo per capire se tutto questo lavoro ci sta portando qualche beneficio. Tenere d’occhio i competitor è necessario per farsi un’idea di cosa piace o non piace all’utenza di un determinato settore. Ma ugualmente importante è studiare se stessi: tutte le piattaforme di pubblicazione (siti, blog, social, ecc…) hanno dei software interni che tengono traccia di visite, interazioni, gradimento dei visitatori e molto altro. Prendere nota di questi dati ci permetterà di correggerci e di crescere ancora.
Le idee più inaspettate però potrebbero arrivare proprio dai nostri follower!
Se abbiamo fatto un buon lavoro e abbiamo un seguito che ci scrive e interagisce con noi è bene starlo ad ascoltare e rispondere tempestivamente: l’utenza si sentirà considerata, e noi avremo centinaia (se non migliaia) di consigli da appuntarci.

 

In conclusione

Il visual marketing non è un tipo di strategia che può vivere da sola, ma è un approccio alla creazione dei contenuti che permette di creare e rafforzare un’immagine aziendale definita e coerente.
Le immagini sono più efficaci del testo sia per motivazioni psicologiche che anche tecnologiche: ormai la fruizione di contenuti digitali è rapidissima e dobbiamo veicolare messaggi in tempi minimi.
Oggi è fondamentale fare del visual marketing, qualsiasi sia il tuo tipo di attività, perché senza di esso diventa impossibile delineare i confini di una buona brand reputation, generare coinvolgimento e quindi accrescere la notorietà del marchio, e persino ideare pubblicità riconoscibili e memorabili.

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